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E'una notte buia e più sale più diventa scura e profonda, ma il tempo ne è sempre padrone o forse schiavo. Io suono tutti i miei strumenti per vincere la paura e cerco di montare sul grande albero delle tette per vedere l'arcobaleno. Il tempo cammina sulle mie spalle lasciandomi un segno del colore delle ore morte. E io aspetto che venga mattina.

 

 

 

 

Tempo verrà in cui, con esultanza, saluterai te stesso arrivato alla tua porta, nel tuo proprio specchio, e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro, e dirà: Siedi qui. Mangia. Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io. Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore a se stesso, allo straniero che ti ha amato per tutta la tua vita, che hai ignorato per un altro e che ti sa a memoria. Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore, le fotografie, le note disperate, sbuccia via dallo specchio la tua immagine. Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Pensa ad un fiume, denso e maestoso, che corre per miglia e miglia, e tu sai dove sia il fiume, dove l'argine, dove la terra ferma. Ad un certo punto, il fiume, per stanchezza, perchè ha corso per troppo tempo e troppo spazio, perchè si avvicina il mare, che annulla in sè tutti i fiumi, non sa più cosa sia. Diventa il proprio delta. Rimane, forse, un ramo maggiore, ma, molti se ne diramano, in ogni direzione, ed alcuni riconfluiscono gli uni negli altri, e non sai più cosa sia origine di cosa, e, talora, non sai cosa sia fiume ancora, e cosa già mare...

..Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non da risposte, è saggio , è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il Mare chiama. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare..

 

 

 


 

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Diario
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22 novembre 2017

Sta scadendo il tempo....e adesso non c'è niente al mondo...

Parlami di quando mi hai visto per la prima volta 
ti ricordi a stento 
o rivivi tutto come 
come fosse allora? 

appeso ad una luna storta 
o forse ero attento 
a non perdermi negli occhi 
nei tuoi occhi ancora 
e ti ricordi il mondo 
quanti giri su se stesso 
era lento il tempo 
o correva come un matto? 

e adesso non c’è niente al mondo 
che possa somigliare in fondo 
a quello che eravamo 
a quello che ora siamo 
a come noi saremo un giorno 

ti ricordo quando 
mi hai ucciso per la prima volta 
hai mirato al centro 
e hai colpito un po’ per sbaglio 
e per sbaglio hai vinto 
e tremava il mondo 
quanti giri su se stesso 
sta scadendo il tempo 
o mi rimani ancora accanto? 

e adesso non c’è niente al mondo 
che possa somigliare in fondo 
a quello che eravamo 
a quello che ora siamo 
a come noi saremo un giorno 

non ricordo quella volta 
in cui ti ho visto ed eri un’altra 
non ricordi quella volta 
in cui mi hai totto pure l’aria 
non ricordo la tua faccia 
quando hai fatto la mia smorfia 
non ricordo la mia casa 

e adesso non c’è niente al mondo 
che possa somigliarci in fondo 
a quello che eravamo 
adesso non lo siamo 
e forse lo saremo un giorno 
si ma adesso non ha senso il mondo 
se con un gesto hai cancellato tutto 
la storia che eravamo 
i giorni che ora siamo 
e l’assenza che saremo un giorno 

parlami di quando 
mi hai amato per la prima volta





permalink | inviato da SoleSilente il 22/11/2017 alle 10:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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